domenica 21 novembre 2010

Nuovo percorso Maratona di Firenze (SETTIMA PARTE)

Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte



Abbiamo passato il trentacinquesimo chilometro, e siamo nel cuore del centro storico. Questi due fatti ci dicono che siamo nel vivo più vivo della corsa, e sicuramente stanchini, ma anche circondati da due ali di gente, e questo ci dà sicuramente una spinta che può rendere capaci di sopportare meglio la fatica. Questo è quello che ricordo del passaggio dell'anno scorso da Piazza San Giovanni gremita (ma avevamo percorso otto chilometri in meno...).
Uscendo dalla piazza si entra in quello che era il nucleo del castrum dell'antica Florentia. Ecco allora che indòsso i nèi d'ordinanza, m'improvviso novello porta-a-portista e vi sottopongo un bel plastico del castrum dei tempi dell'imperatore Adriano. Lo psicologo arriva dopo.

Nel castrum si distinguevano i decumani, cioè le vie orientate in senso est-ovest (parallele all'Arno in questo caso) e i cardi, le vie perpendicolari a queste, orientate in senso nord-sud. In particolare la vie principali erano il decumanus maximus e il cardus maximus, che si intersecavano in un punto del foro. Questo punto corrisponde alla attuale Colonna dell'Abbondanza.

In azzurro nella pianta il perimetro attuale dell'antico castrum. Il decumanus maximus corrisponde alle attuali Via Strozzi, Via degli Speziali e Corso; il cardus maximus a Via Roma e Via Calimala; il foro è più o meno l'attuale Piazza della Repubblica. Il foro era il centro religioso, politico ed economico della città. Dal Medioevo, mantenne solo la funzione di centro degli scambi commerciali: l'area del foro e del cardus maximus venne a ospitare il Mercato Vecchio oltre che, dal 1571, il Ghetto destinato agli ebrei.
Dal 1885, nell'ambito del già visto risanamento l'area, coinvolgendo anche aree limitrofe, fu sventrata a al posto del mercato sorsero Piazza Vittorio Emanuele II (poi Piazza della Repubblica dal dopoguerra) e le vie circostanti, stravolgendo completamente il significato della zona.
Ma entriamoci finalmente, nel castrum. Dal cardus maximus - Via Roma - si svolta a destra e si percorre l'asse centrale di Piazza della Repubblica, passando accanto alla colonna dell'abbondanza, e uscendone passando sotto il grande arco di trionfo circondato da due ali di portici che formano il lato ovest della piazza.
Gli altri tre lati sono formati dai grandi edifici costruiti a fine '800. Nel complesso è la grande piazza di Firenze che mi piace meno, la trovo fredda. Naturalmente, anche qui occhio al fondo che non è dei migliori!

La piazza vista dall'angolo con Via Roma


E che a nessuno salti in mente di prendere un caffè da queste parti!
C'è tanti posti dove andare, perchè uno deve spende' dieceuri solo per sedersi da Paszkowski, da Gilli, alle Giubbe Rosse, o da Rivoire, nella vicina Piazza della Signoria...
e francamente chi se ne frega se da Paszkowski ci andava il Salvemini, o se Soffici e Prezzolini alle Giubbe Rosse ricoprivano di rutti i futuristi di Marinetti... o forse se ne facevano ricoprire.

Ma eccoci nel decumanus maximus, per la precisione in Via degli Strozzi. Da qui inizia un tratto favorevole in leggera pendenza negativa che arriva fino all'Arno, utile per tirare il fiato. La via ha al suo centro l'omonima piazza, già Piazza delle Cipolle ai tempi del Mercato Vecchio; anche questa zona ha radicalmente cambiato aspetto ai tempi del risanamento ma conserva uno dei più begli esempi del Rinascimento fiorentino, Palazzo Strozzi.
Oggi il Palazzo ospita istituti associazioni letterarie, fondazioni, istituzioni universitarie, mostre e risulta uno dei più dinamici centri culturali della città, se non d'Italia. Tra le altre cose, vi hanno sede la Fondazione Palazzo Strozzi, il Gabinetto Viesseux, il Centro di Studi sul Rinascimento, l'Istituto italiano di Scienze Umane.
Sul cantonale di uno degli angoli con Via dei Vecchietti si trova il Diavolino del Giambologna, protagonista di una delle tante leggende fiorentine.
Era l’anno 1245 quando in piazza del Mercato Vecchio  durante una predica di  Pietro Martire contro gli eretici, per spaventare e disperdere la folla degli uditori, apparve Satana sotto le sembianze di un cavallo nero imbizzarrito. Il domenicano, alzò la mano e fece un largo segno della croce di fronte al cavallo che si fermò all’istante proprio sulla cantonata del palazzo Vecchietti, per poi svanire nel nulla, lasciandosi però dietro un violento odore di zolfo.
Superstizioni d'epoca.

Palazzo Rucellai

In fondo a Via degli Strozzi si incrocia l'opulenta Via dei Tornabuoni coi suoi negozi di orribile inaccessibilità. Per fortuna si prosegue dritto in Via della Vigna Nuova, dove concludiamo il trentaseiesimo chilometro. La strada era il "regno" di un'altra delle grandi famiglie fiorentine, i Rucellai, come testimonia il bel palazzo rinascimentale disegnato da Leon Battista Alberti.
La strada prende il nome dalla vigna dei monaci di San Pancrazio, che oggi è una ex-chiesa situata praticamente sul retro di Palazzo Rucellai; detta nuova per distinguerla dalla "vecchia" dei monaci della Badia fiorentina (oggi in Via del Proonsolo... fra un 4 chilometri circa).

Si arriva così in Piazza Goldoni, di fronte a Ponte alla Carraia, e qui ritroviamo gli incroci, con maratoneti più veloci che percorrono i Lungarni verso Ponte Santa Trinita. Si svolta a destra in Borgo Ognissanti, parallelo al Lungarno. I "Borghi" erano le strade che partivano dalle porte della cerchia di mura (in questo caso da Porta al Prato).
Inizia qui un lungo rettilineo che conduce alla fine del trentasettesimo chilometro.
Nel mezzo del lungo Borgo troviamo Piazza Ognissanti, in cui spicca la Chiesa di Ognissanti, costruita nel 1251 come parte di un convento dell'ordine degli Umiliati; la facciata è in stile barocco fiorentino seicentesco. In questo punto alla nostra sinistra il complesso di Ercole e il leone del Romanelli, e il gruppo che corre in senso opposto su Lungarno Vespucci, un chilometro più avanti.


Borgo Ognissanti si continua con Via Il Prato o, più semplicemente, Il Prato, vasto slargo che conduce all'omonima porta. E, arrivati in Piazzale di Porta al Prato, si ripensa un attimo al fatto che di qui siamo passati trenta chilometri e più fa, e si fa dietrofront per gettarsi verso gli ultimi cinque chilometri.




6 commenti:

  1. Vai, ormai il muro è crollato e siamo in dirittura finale...

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  2. che spettacolo questo giro per Firenze...mi sto leggendo tutte le putnate, e non potresti mai immaginare quanto piacere e quanti ricordi....e quante cose che ignoravo, oltretutto.
    La prossima volta che girerò da quelle parti lo farò con la stampa di quel che hai scritto.
    Bravo e grazie!!!

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  3. Dan, mi vuoi proprio far correre con le mani impegnate...

    Grazie Chica, e tu non hai idea, scrivendo, di quante cose mi accorgo di trascurare ogni giorno... perchè quando ce le hai sempre intorno diventano ambiente, e magari non le vedi più.
    A presto... e non perderti l'ultima puntata.
    ;)

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  4. nooo....nn mollerai mica gli ultimi 5 km?....;-)

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