STOP, tocca fermarsi. Non me lo chiedono l'Europa o le borse, ma un qualcosa di ancora più complesso, il ginocchio umano.
Ieri fisiatra e fisioterapista, in rapida successione. M'hanno affascinato, niente da dire. Ti si mettono lì e ti si fissano immobili a guardarti le gambe in tutte le posizioni, e poi la sentenza, tipo eh sì la rotula destra è spostata in senso mediale di un bel unmillimetrovirgoladue.
Col cazzo che li sfidi a biliardo, due così.
Che poi ti immagineresti l'asse coscia-gamba come la leva di primo genere che si studiava in fisica alle medie, e nella coscia i muscoli tiratore in su e in giù, e spostatore in qua e in là. Una sega. Vasto mediale, semitendinoso, muscolo gracile (che è un nome azzeccato, neanche l'avesse inventato Fassino), otturatore, e poi supercazzolatore del ginocchio e stocazzolatore del pèrone marcio appestato. E tutti che si incrociano e incastrano coi loro tendini nel ginocchio, in un puttanaio che, dice, col movimento ripetitivo della corsa può infiammarsi in certi punti sensibili, come la famigerata bandelletta ileotibiale.
Che è un cazzettino insignificante che pare messo lì a giustificare l'esistenza della omonima sindrome, o "ginocchio del corridore".
Ricorda un po' Gasparri, insomma, che esiste per dare il nome all'omonima legge che non ha neanche letto, oltre che per immettere anidride carbonica, urea e stercobilina nell'ambiente.
O ancora di più ricorda quell'altro, ridicolo ominide di utilità infima ma la cui infiammazione ha condannato un paese dal sistema immunitario marcio alle brutture edilizie con Edilnord, al rincoglionimento delle menti e delle coscienze con Mediaset e a quasi vent'anni di... bah, basta, ma li sconteremo per forse altrettanti. Tanto può una caccola in un organismo, se non incontra opposizione.
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| Art attack? |















