... alla velocità.
Lo so, lo so, il titolo del post trae in inganno. Lo si capisce dall'etichetta.
Inganno fino a un certo punto però.
Primo, perché se in questo paese oggi non c'è bisogno di una nuova Resistenza adeguata ai tempi (non certo armata, ma comunque intransigente e coraggiosa) io sono Marchionne vestito da pirata.
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| Lanciotto Ballerini |
Secondo, perché andiamo a trattare del Trofeo Martiri di Valibona tenutosi ieri in quel di Campi Bisenzio (Fi). Valibona è un piccolo borgo medievale oggi disabitato posto sui monti della Calvana, nel comune di Calenzano, a nord-ovest di Firenze. Qui il 3 gennaio 1944 ci fu una delle battaglie simbolo della Resistenza toscana. La vicenda ha origine nei boschi di Monte Morello, la collina che sovrasta Firenze, dove erano acquartierati gli uomini di due comandanti: Giulio Bruschi, rigido e incline alla disciplina, e l'anarchico e istintivo Lanciotto Ballerini, originario di Campi Bisenzio. Da queste differenze sorsero diverbi insanabili che portarono Ballerini a spostarsi coi suoi Lupi Neri per unirsi a combattenti del Partito d'Azione nelle zone di Pistoia e Lucca. Il loro arrivo sui monti della Calvana è dunque solo una tappa di avvicinamento alle montagne pistoiesi, ma erano i primi partigiani ad arrivare su quei monti e così la voce si sparse rapidamente.
Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, in 150 circa tra camicie nere della "Guardia nazionale repubblicana" e del "Battaglione Volontari Ettore Muti" comandato da Duilio Sanesi e carabinieri di Calenzano attaccarono il gruppo di 18 Lupi Neri.
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| Valibona oggi |
Tre ore durò l'impari battaglia. Lanciotto, subito espostosi per dar coraggio ai suoi, venne colpito alla testa e morì sul colpo. Dodici furono i morti tra i fascisti. Fra i Lupi Neri anche Tommaso Ventrone e Il tenore russo Vladimir Andrej vennero trucidati. Cinque di loro vennero catturati e torturati, riportando amputazioni e invalidità permanenti. Gli altri riuscirono a rompere l'assedio e darsi alla fuga. Attorno a questo nucleo di superstiti si organizzò la "Lanciotto", una delle divisioni partigiane più attive nella liberazione di Firenze.
L'ancor oggi squallido quotidiano La Nazione, allora in mano ai fascisti, il 6 gennaio squallidamente scriveva: "… dei ribelli alcuni riuscirono a fuggire, ma sul terreno rimasero uccisi tredici e sei si arresero e furono catturati. Fra i morti, i ribelli lasciarono il capobanda che risultò di nazionalità russa".
In quel che resta oggi di Valibona è in progetto di istituire un Parco Storico della Resistenza a ricordo della battaglia. E’ previsto il recupero del fienile da destinare a Museo della Resistenza.
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| Emil Zatopek |
Ieri, sessantasette anni dopo l'eccidio, sono ben 800 secondo gli organizzatori (secondo la questura ero solo, ma smentisco categoricamente) gli splendidi eredi dei Lupi Neri pronti a sfidare un'umidità che nemmeno nel sud-est asiatico, con una nebbia opprimente, nel percorso tutto pianeggiante di quasi quindici chilometri che si dipana, con partenza e arrivo nello stadio Emil Zatopek (aaaaahhhh un nome un programma), nel centro ma soprattutto nelle campagne circostanti Campi. Un percorso francamente bruttino, a dir la verità.
Unica nota di merito è il passaggio nelle vicinanze di piazza della Resistenza. Il nome, lo si intuirà, non è casuale.
In questa piazza sorge infatti un Monumento ai caduti e ai deportati della città di Campi Bisenzio. Su tre dei quattro lati del monumento sorgono altrettante targhe. La prima ricorda i cittadini di Campi caduti da partigiani o assassinati dai nazisti: tra questi, i tre Martiri di Valibona. La seconda è dedicata ai cittadini di Campi morti nei lager nazisti. La terza infine ricorda un immortale monito di Bertold Brecht, da leggersi a mente aperta, pugni chiusi e cuore in mano.



E veniamo alla gara, e al collegamento col titolo. Per me rappresentava un piccolo test, di resistenza alla velocità appunto. Sono parzialmente soddisfatto, perché ho corso meglio che all'ultima gara all'Isolotto, come si vede anche dalla media finale (3'52"/km contro 3'54"/km, ed era un chilometro e mezzo più lunga), ma potevo far meglio: i tempi non mentono, nell'ultima parte non son riuscito ad aumentare tanto che negli ultimi 500 m mi hanno passato in sette, ho avuto l'agio di contarli e quasi di salutarli (comunque, contento dei primi 5000 in 18'55" e 10000 in 38'29"). Alla fine, 52° di categoria e 56° assoluto in un 57'26" circa che l'anno scorso mi avrebbe portato molto più avanti, quest'anno sembra davvero che la gente abbia una marcia in più. O allora.
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Classifica Ora, perchè fare un test del genere? L'idea era venuta domenica scorsa, quando ho avuto difficoltà (e poca voglia) a terminare 25 chilometri di lungo a 4'23"/km. 25, mica 36. E' soprattutto la poca voglia di fare (troppi) chilometri che mi ha fatto venir voglia di testare ritmi (un po') più veloci. E mi ha fatto pensare che forse la maratona al momento non ho proprio la voglia di prepararla. Al momento la distanza che mi attira è la Mezza Maratona.
Il primo target è quella di Torre del Lago, il 30 gennaio. l'obiettivo è farla alla stessa media di ieri.
Dopo quella data, prenderò la decisione definitiva per la maratona di Roma, alternativa alla quale sono altre tre o quattro mezze da febbraio fino a fine aprile.
Certo, dispiacerebbe non incontrare i mitici Blogtrotters, e non provare l'altrettanto mitico Cantinone. Ma magari ci saranno altre occasioni.
Ps Yogi e RB (o altri iniziati), se mi leggete: ma come si fa a inserirsi nell'elenco bloggers, blogroll, blogmap nel sito dei BT? si deve correre sui carboni ardenti, c'è lo jus primae noctis, l'iniziazione mangiando cocomero, aglio e burro su un letto di fagioli? eh? eh?